Visualizzazione post con etichetta Oscar. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Oscar. Mostra tutti i post

martedì 27 gennaio 2009

TRAILER: OPERAZIONE VALCHIRIA


Un film di Bryan Singer. Con Tom Cruise, Kenneth Branagh, Bill Nighy, Tom Wilkinson, Carice van Houten.
Titolo originale Valkyrie. Thriller, durata 120 min. - USA, Germania 2008. - 01 Distribution data uscita 30/01/2009.

1944: tornato in Germania dalla campagna d'Africa, dove è stato ferito gravemente, il colonnello Claus Von Stauffenberg si unisce alla Resistenza ed entra a far parte dell'operazione Valkyrie. Orgoglioso della divisa che indossa, il colonnello Stauffenberg è un ufficiale leale che ama il suo paese, ma che è stato costretto ad assistere con orrore all’ascesa di Hitler e alla Seconda guerra mondiale. Ha continuato a servire nell’esercito, sempre con la speranza che qualcuno trovasse il modo per fermare Hitler prima che l’Europa e la Germania fossero distrutte. Quando si rende conto che il tempo stringe, Stauffenberg decide di entrare in azione e nel 1942 cerca di persuadere i comandanti del fronte orientale a rovesciare Hitler. Poi, nel 1943, mentre si sta riprendendo dalle ferite subite in combattimento, si unisce a un gruppo di uomini inseriti nei ranghi del potere che cospirano contro il tiranno. La loro strategia prevede di usare lo stesso piano di emergenza di Hitler per consolidare il paese nell’eventualità della sua morte – l’Operazione Valchiria – per assassinare il dittatore e rovesciare il governo nazista. Con il futuro del mondo e il destino di milioni di persone, oltre alla vita della moglie e dei figli, appesi a un filo, Stauffenberg da oppositore di Hitler diventa l’uomo che deve uccidere Hitler.
Fonte: Mymovies.it


Continua a leggere...

lunedì 26 gennaio 2009

BRUCE WILLIS EROE DEL FUTURO


“Surrogates” è il nuovo action thriller di stampo fantascientifico prodotto dalla Disney. L'icona di “Die Hard” è un poliziotto che vive in una società in cui sono proprio i robot a prendere il posto degli uomini. Sugli schermi da gennaio 2010.

Ha preso a calci i terroristi nel grattacielo della Nakatomi, ha salvato il mondo in un paio di occasioni, distruggendo perfino un meteorite grande come il Texas e recentemente, all’età di 53 anni, è tornato ad indossare pistola e distintivo e saltare sulle ali di un aereo da combattimento. Non servono altre presentazioni a Bruce Willis, icona intramontabile del cinema action made in Hollywood. Il suo nuovo film s’intitola “Surrogates” e sarà il terzo incomodo nella battaglia tra il nuovo Terminator e il sequel di Transformers.

Oggi vi mostriamo la prima immagine ufficiale del film dove Willis interpreta l’Agente FBI Greer, uomo del futuro in una società in cui le persone vivono soltanto all’interno delle loro case per sentirsi davvero al sicuro. E interagiscono con il mondo esterno tramite una connessione con robot che sono la loro copia (i surrogati del titolo). Ma quando diversi robot vengono brutalmente distrutti, toccherà proprio a Greer condurre un’indagine attraverso il suo surrogato. Le tracce lo porteranno fino agli stessi inventori di quei robot… a quel punto sarà il momento di salvare la sua vera pelle e di uscire di casa. Ma in un mondo pieno di maschere, chi è reale e di chi puoi fidarti?

Nel cast anche Ving Rhames, l’ex Marsellus di “Pulp Fiction” che qui impersona il Profeta, una specie di santone che ha sempre tramato contro i surrogati. Radha Mitchell è invece l’agente Peters, partner del protagonista: “E’ ambientato nel 2054 – ha detto la Mitchell – eppure sembra quasi un domani molto prossimo. La tecnologia ha preso il posto dell’uomo che è stato totalmente rimpiazzato dai robot. È interessante questo concetto di identità. È come se dicessimo che l’uomo è ormai una cosa astratta… io interpreto due ruoli nel film: il mio surrogato e il vero operatore che lo controlla da casa. È stato divertente e interessante. E poi ho lavorato con Bruce: è una persona interessante, dinamica ed è davvero un duro. Il macho che tutti vediamo sullo schermo!”.

La pellicola è basata sul graphic novel di Robert Venditti e adattata per lo schermo da John Brancato e Michael Ferris (autori della sceneggiatura di “Terminator – Le macchine ribelli”). Alla regia c’è Jonathan Mostow, un uomo per cui l’azione è l’unica passione (ha già diretto “U-571” e“Terminator 3” ). “Surrogates” arriverà sugli schermi Usa a partire dal 25 settembre prossimo, in Italia lo vedremo dal 5 gennaio 2010, distribuito dalla Walt Disney Pictures.

Intanto, tra un film e l’altro, Bruce Willis ha avuto l’occasione di debuttare alla regia. In questi giorni è infatti impegnato nella post-produzione di “Three Stories About Joan”, thriller psicologico da lui diretto ed interpretato insieme ad Owen Wilson e Camilla Belle. Dopo una settantina di pellicole interpretate, che cosa ha imparato dai registi con cui ha lavorato? Riuscirà a dimostrare il suo talento anche dietro la macchina da presa?
Fonte: Film.it

Continua a leggere...

TRAILER: BEKET



Un film di Davide Manuli. Con Fabrizio Gifuni, Paolo Rossi, Luciano Curreli, Roberto Freak Antoni, Simone Maludrottu.
Drammatico, durata 80 min. - Italia 2008. data uscita 23/01/2009.

Godot non è arrivato e Vladimiro e Estragone sono stufi di attenderlo così intraprendono un cammino nella landa desolata che li ospita, in un mondo tra il post atomico e il delirante entrando in contatto con un'umanità esagerata in linea con quella rappresentata dal testo di Becket.
Potrebbero essere incontri alla fine del mondo ma non lo sono, potrebbe essere un film di Ciprì e Maresco ma manca la capacità di compiere l'ultimo miglio e dare senso alla rappresentazione della vacuità, potrebbe essere un film di spazi aperti ma questi sono usati solo per tentare di rappresentare il chiuso delle esistenze, potrebbe infine essere un film di Wenders se non fosse che i personaggi non stringono nessun rapporto con l'ambiente che li circonda ma lo abitano indifferentemente.
Beket invece è una sorta di sequel di Aspettando Godot ma invece che proseguire in quella linea ed evolverne il pensiero ne ripete il percorso di fatto allungando il testo originale. C'è sempre un motivo per il quale si riprendono determinati personaggi e determinate ambientazioni, sia che si tratti di remake che di sequel, ma in questo tale motivo sfugge. Applicare il linguaggio beckettiano al cinema è impresa ardua e ancora di più adattarne situazioni e dialoghi senza scivolare nella pericolosa categoria dell'intellettualismo più criptico, incapace di comunicare con alcuno che non sia se stesso.
E proprio l'ambiente poteva essere la chiave di un film che si rifiuta di averne pagandone lo scotto. Tradurre cinematograficamente le scenografie inesistenti di Becket con paesaggi sconfinati e bradi (ripresi con profondità di campo) sembrava un'idea vincente, peccato che poi nell'economia del film sia solo un orpello.
Ci si chiede allora il perchè di una simile operazione se di fatto non si dice nulla di nuovo, se non si propongono dinamiche, ambienti o idee originali, se non si ha un'idea forte del motivo per il quale sia assolutamente necessario fare cinematograficamente il seguito di un'opera teatrale. Beket rimugina nel già visto e già sentito mancando non solo di intrattenere o di far pensare, ma anche di stupire o di affascinare.
Esiste una dimensione profondamente intellettuale per il cinema che non sia necessariamente criptica, esiste la possibilità di comunicare contenuti altissimi con opere godibilissime e senza bisogno di restringere la propria platea. Solo che non è facile.

Fonte: Mymovies.it


Continua a leggere...

domenica 25 gennaio 2009

TRAILER: BEVERLY HILLS CHIHUAHUA



Un film di Raja Gosnell. Con Jamie Lee Curtis, Piper Perabo, Axel Alba, Manolo Cardona, José María Yazpik.
Commedia, durata 91 min. - USA 2008. - Walt Disney data uscita 16/01/2009.

Chloe è una cagnetta chihuahua decisamente viziata.I gadget a sua disposizione si sprecano, ivi compreso un collare tempestato di diamanti. Vive a Beverly Hills e quindi non ci si può aspettare altro. Quello che invece è per lei inatteso è un viaggio denso di rischi. Perché la sua impegnata padrona, Viv, la affida (o, meglio, la ‘impone’) alla nipote Rachel la quale, non appena riceve un invito per una vacanza in Messico, non ci pensa due volte e parte con cagnetta al seguito. Peccato però che le occasioni di divertimento la distraggano. Così Chloe finisce nelle mani di loschi figuri che prima la vogliono impegnare nei combattimenti canini e poi la fanno inseguire da un dobermann perché si sono accorti del prezioso collare. Se non ci fossero un saggio cane da pastore tedesco e Papi ( chihuahua maschio che appartiene al giardiniere della villa di Viv) che, per quanto ‘latino’ e poco considerato, non ha smesso di essere attratto dal suo fascino, i suoi problemi sarebbero davvero gravi. Film Disney per bambini che ci ricorda quanto i tempi siano cambiati dai ‘maggiolini tutti matti’ d’epoca e anche dai gatti pedinati dall’FBI. La vicenda qui ripercorre quelle già sperimentate dalla major hollywoodiana anche nel campo dell’animazione. Basti pensare al quasi dimenticato Oliver & Company per fare solo un esempio. Solo che oggi non bastano più diverse razze di cani fatte parlare grazie al computer per raccontare una storia di solidarietà animale. Occorre creare un contesto. Il contesto è quello alla Paris Hilton (che non casualmente suscita resse da stadio quando apre i suoi temporary shop dalle nostre parti) con glamour e gadget per amici dell'uomo a quattro zampe a profusione. Che poi Chloe inizialmente subisca e poi accetti l’intercultura (leggi: l’interesse di Papi) non muta di un millimetro canino la sua appartenenza alle animal’s beauty farms e ai vantaggi di quel mondo tanto dorato quanto falso. Tutto ciò se guardiamo il film come adulti. Se invece pensiamo ai più piccoli sappiamo che vi troveranno i cattivi (ovviamente sconfitti al momento giusto), tanti inseguimenti, qualche gag pregevole (vedi quella dell’’abbaiamento’ umano) e anche un po’ di paura che peraltro nei film Disney non manca fin dai tempi di Biancaneve e i sette nani. Non c’è altro da temere perché qui le ragazze che vanno alle feste sino a tarda ora non fanno entrare in camera i loro partner di una sera (ci mancherebbe altro!). Un solo consiglio per gli accompagnatori: se siete di origine messicana o amate il Messico e il suo popolo potreste uscire stremati dalla sequela di stereotipi sui vicini di casa dei californiani.
Fonte: Mymovies.it


Continua a leggere...

sabato 24 gennaio 2009

TUTTI INSIEME INEVITABILMENTE


Un film di Seth Gordon. Con Vince Vaughn, Reese Witherspoon, Robert Duvall, Sissy Spacek, Jon Voight.
Titolo originale Four Christmases. Commedia, durata 88 min. - USA 2008. - Warner Bros Italia data uscita 23/01/2009.

Brad e Kate sono una coppia californiana non sposata che riesce a conservare salda l'unione anche grazie al fatto che ognuno dei due non conosce i genitori dell'altro. Nemmeno a Natale sono mai dovuti andare a far loro visita perché sono sempre riusciti a partire per un viaggio: Questa volta però le cose si mettono male perché il loro volo per le Isole Fiji viene annullato e una giornalista televisiva intervistandoli fa sì che i genitori (che sono divorziati) apprendano della loro presenza forzata in città. Diventa obbligatorio andarli a trovare.
È un ‘impresa non facile quella di realizzare un film che prevede la presenza di così tanti Premi Oscar e riuscire a fallire con tanta marcata evidenza. A Seth Gordon l'impresa è venuta benissimo, purtroppo, perché non ci sono Jon Voight o Sissy Spacek che tengano quando una sceneggiatura (a parte il divertente prologo) pretende di legare, con il pretesto di cui sopra, quattro sketch che anche per un programma televisivo di scarsa qualità sembrerebbero inadatti. Seth Gordon si trova davanti un intreccio che scricchiola ed è convinto che una coppia malassortita come Vaughn e Witherspoon possa rimediare alle falle. In effetti l'inizio con i due in azione seduttiva lascerebbe ben sperare, peccato che i sogni muoiano all'alba e che in questo film sorga solo un pallidissimo sole. Aggiungiamo poi che suscita un certo imbarazzo vedere un attore come Robert Duvall recitare in un film che nulla aggiunge (anzi semmai sottrae) alla sua prestigiosa filmografia.
Fonte: Mymovies.it

Continua a leggere...

MILK


Un film di Gus Van Sant. Con Sean Penn, Emile Hirsch, Josh Brolin, Diego Luna, James Franco.
Biografico, durata 128 min. - USA 2008. - Bim data uscita 23/01/2009.
Richiedi Milk in Dvd

Harvey Milk è omosessuale, è laureato in matematica e lavora presso una Società di Investimenti a Wall Street. A un soffio dagli anni Settanta e dal suo quarantesimo compleanno, Harvey incontra e ama (per sempre) Scott Smith. Trasferitisi a San Francisco con un sogno di amore e di emancipazione, Harvey e Scott aprono un negozio di fotografia nel quartiere Castro. Davanti e dentro il Castro Camera si raccoglierà presto un gruppo di giovani attivisti omosessuali, emarginati (dalla società) e diseredati (dalle famiglie) alla ricerca di un sogno promesso e dei loro diritto contro la campagna di intolleranza avviata dagli ultraconservatori. Sostenuto dai suoi guys e da eterosessuali illuminati, Harvey si candida alla carica di consigliere comunale per una, due e tre volte. La sua terza campagna gli regala l'agognato incarico. Promotore della storica ordinanza sui diritti dei gay e trionfatore sulla Proposition 6, che voleva bandire gli omosessuali dall'insegnamento nelle scuole pubbliche della California, Milk verrà assassinato dal livore e dalla frustrazione di un ex consigliere. Trentamila persone marceranno da Castro al Municipio in una veglia pacifica che dal Settantotto alimenta e sostiene il sogno di Harvey.
Arrivano da una mala noche, dai drugstore rapinati, da uno squat gotico di Portland o da un malfamato skate park, i guys di Gus van Sant, raccolti e accolti nella Castro Camera di Harvey Milk, centro sociale e umano prima che redditizia attività commerciale. Sono i belli e dannati stroncati dalla morte sulle strade lontane da casa della sua filmografia ma sono pure i cowboy fragili e consapevoli del Wyoming di E. Anne Proulx o i mysterious boys di Gregg Araki, giovani vite in irrevocabile rottura con l'universo familiare e rassegnati alla forza di un destino già marcato. Disorientati e alla deriva, “mai pronti per Paranoid Park” e per le rampe e i dossi della vita, i nati perdenti di Van Sant si trasferiscono a San Francisco, dove questa volta diventano adulti e maturi sfidando i “grandi”. Quelli che nei film del regista americano ci sono senza esserci. Genitori divorziati, istruttori, insegnanti, poliziotti, presenze sfocate che si offrono di spalle, incapaci di ascoltare e di intendere, di esprimere e di comunicare. Il corpo giovane dell'America, inghiottito dalla noncuranza degli “educatori”, incontra Harvey Milk, politico e attivista negli anni Settanta, adolescente sensibile e in fuga da un quotidiano ottusamente crudele negli anni Quaranta. Harvey ha vissuto in una clandestinità “volontaria” la sua omosessualità, fino a quando non ha incontrato Scott e poi Clive e poi Jack, Dick, Jim, Danny. Folgorato da persone che versano in condizione di svantaggio (l'omosessualità, ma anche l'etnia, l'origine ambientale, il colore della pelle), le spinge a uscire dalla marginalità cui sembrano obbligate e a lottare per i loro diritti.
Milk affronta l'età adulta del cinema di Van Sant, anticipata da Will Hunting e Scoprendo Forrester. Un dittico, che nonostante l'evidente riduzione dello spessore poetico dell'autore e il linguaggio mainstream con il quale allestisce la rappresentazione, mantiene ugualmente le caratteristiche peculiari della sua scrittura. Come lo psicologo di Robin Williams e lo scrittore di Sean Connery, Harvey Milk è l'adulto che interviene a mediare l'integrazione di eroi socialmente deboli, trovando in quell'esperienza il coraggio di affrontarsi e affrontare i propri fantasmi. L'elezione a supervisor di Milk è il riconoscimento sociale del loro padre di adozione, “doppio” e “simile” che ricopriva nella società un ruolo marginale. Sean Penn e James Franco, coppia poetica che rievoca quella “da marciapiede” di River Phoenix e Keanu Reeves, interpretano la libertà morale delle immagini di Van Sant, indossando cravatta e norme sociali, e vivendo la loro storia “in legittimità”. Rinunciando al disordine mentale e al mondo capovolto abitato dai suoi adolescenti, alla singolarità del suo sguardo e a porsi in netta contraddizione con l'industria cinematografica e la società intera, il regista affronta un tema strettamente personale in un film dal sapore convenzionale e raffinato. Scartando ogni scivolamento nel pruriginoso per farsi ascoltare e frequentando un cinema ampiamente battuto per farsi vedere, Milk riconosce ai cowboy e alle cowgirls il diritto di esistenza e di replica.
Fonte: Mymovies.it

Continua a leggere...

IL RESPIRO DEL DIAVOLO


Un film di Stewart Hendler. Con Josh Holloway, Sarah Wayne Callies, Blake Woodruff, Joel Edgerton, John Kapelos.
Titolo originale Whisper. Drammatico, durata 95 min. - USA 2007. - Eagle Pictures data uscita 23/01/2009.

Max sta tentando di rifarsi una vita normale con la sua ragazza Roxanne. Il suo passato di malavitoso però non lo aiuta e la banca non gli concede un aiuto per aprire un luogo di ristoro. Non gli resta che accettare l'ennesima proposta fuori dalla legge: rapire David, un ragazzino di dieci anni. L'impresa riesce e Max, Roxanne e altri due complici portano il sequestrato in una villa isolata in mezzo alla neve. La polizia brancola nel buio così come i sequestratori che pian piano si accorgono di trovarsi in balia del ragazzino il quale sussurra loro presagi di morte e riesce ad orientarne il decesso. Mentre un'insolita paura percorre la casa, all'esterno i lupi manifestano la loro minacciosa presenza.
Di bambini demoniaci, sempre ben vestiti, con il comportamento ben educato e lo sguardo maligno il cinema ce ne ha mostrati parecchi ma non sembra ancora aver deciso di imboccare nuove strade se produce film come . Stewart Hendler si avvale della presenza del James 'Sawyer' Ford di Lost Josh Holloway e gli mette di fronte un piccolo attore che deve limitarsi ad essere insinuante quanto basta e a fingersi un grande fumettista (osservate i disegni premonitori che realizza). Per il resto si tratta di un film fotocopia che, dopo un'ora in cui le situazioni si susseguono mentre la prevedibilità domina, sembra poter avere una svolta. Non vi anticipiamo in quali termini dicendovi solo che potrebbe essere affidata alla madre del giovane sequestrato. Personaggio che potrebbe essere sviluppato magari con flasback inquietanti e che invece si limita a passare il testimone al solito Josh. Purtroppo non è sufficiente, per nobilitare un film di routine, far visitare distrattamente al coprotagonista un museo mostrando dettagli delle opere di Hieronymus Bosch quale riferimento a presenze malefiche e demoniache. Il film esce in gennaio perché l'azione è collocata nel periodo natalizio. Se fosse stata spostata in piena estate l'avremmo visto a luglio. Nell'attesa non avremmo sofferto.
Fonte Mymovies.it

Continua a leggere...

venerdì 23 gennaio 2009

ITALIANS


Un film di Giovanni Veronesi. Con Carlo Verdone, Sergio Castellitto, Riccardo Scamarcio, Ksenia Rappoport, Dario Bandiera.
Commedia, durata 116 min. - Italia 2009. - Filmauro data uscita 23/01/2009.

Due storie in parallelo di italiani all'estero: un contrabbandiere di Ferrari negli Emirati Arabi ed un dentista borghese depresso in cerca di compagnia in Russia. Da venerdì 23 gennaio 2009 al cinema.

opo una vita passata a trasportare Ferrari rubate negli Emirati Arabi per conto di una ditta romana, il candido Fortunato (Sergio Castellitto) ha deciso di ritirarsi e ha scelto il giovane Marcello (Riccardo Scamarcio) come suo successore. Per istruirlo al lavoro e avvezzarlo agli usi e costumi locali lo porta con sé nel suo ultimo viaggio per Dubai. Un inaspettato posto di blocco nel mezzo del deserto sarà solo la prima complicazione di un avventuroso on the road con finale a sorpresa. A migliaia di chilometri di distanza dalla "città dei mercanti", l'impacciato Giulio (Carlo Verdone), di professione dentista, è costretto a recarsi a San Pietroburgo per un convegno che lui stesso ha organizzato ma al quale non vorrebbe partecipare. Inconsolabile da quando è stato lasciato dalla moglie e in astinenza da oltre un anno è istigato da un amico e collega a mettersi in contatto con Vito Calzone (Dario Bandiera), il promotore di una società russa che organizza viaggi extra-lusso a sfondo sessuale.
"Gli italiani sono il popolo che suona più di tutti al metal detector" è il risultato di un sondaggio del New York Times utilizzato come epigrafe umoristica per aprire il primo dei due episodi di Italians. Una citazione capace di contenere il succo di un film che vorrebbe raccontare con ironia l'italiano all'estero ma finisce per sciorinare una serie di convenzioni e luoghi comuni rendendo il soggetto poco convincente. Scandito da tante piccole (dis)avventure, il capitolo che vede Castellitto e Scamarcio protagonisti di un on the road surreale e un tantino buonista, vacilla nella narrazione e sfocia nell'incongruenza laddove viene presentato l'elemento sorpresa che ribalta le parti con un tiepido colpo di scena. Se pur sollevato dalla prova recitativa di un Carlo Verdone in forma smagliante e dall'interpretazione esilarante di Dario Bandiera, l'episodio ambientato in Russia scivola, tra equivoci, festini a base di sesso e caviale e sparatorie, verso un happy ending telefonato.
Giovanni Veronesi, che aveva già fatto emigrare il barbiere di Abatantuono in quel di Rio, traghettato un gruppo di giovani diplomati verso l'isola greca di Santorini (Che ne sarà di noi) e lasciato convolare a nozze i due gay di Rubini e Albanese nella Spagna di Zapatero (Manuale d'amore 2), si rimette in viaggio per raccontare vizi e virtù degli italians. Attraverso siparietti macchiettistici il regista pratese sembra conformarsi all'idea diffusa all'estero sul popolo tricolore - e si avvale della stessa misura per dipingere i popoli ospitanti - svincolando dagli stilemi della commedia all'italiana old school in favore di un ritratto stereotipato e a tratti irritante.
Fonte: Mymovies.it

Continua a leggere...

giovedì 22 gennaio 2009

FRANKESTEIN JUNIOR


Dr. Frederick Frankenstein, un insegnante statunitense di medicina, si reca in Transilvania per reclamare la sua eredità: il Castello di suo nonno, il Barone Victor von Frankenstein.
Qui presto scopre un libro scritto dal nonno intitolato "Come lo feci" ("How I did it").
Con l'aiuto della sua assistente Inga e di Igor, il gobbo, mette insieme un uomo e tenta di riportarlo in vita all'interno del laboratorio di suo nonno. Igor, mandato a rubare il cervello di Hans Delbruck (scienziato e luminare), prende quello sbagliato e così il mostro, dotato di un cervello anormale, risulta muto e aggressivo.

Il mostro scappato dal laboratorio fa diversi incontri: prima una bambina con la quale gioca. Poi un eremita cieco che lo riceve con ospitalità, ma che, a causa del suo handicap, gli versa addosso la zuppa bollente, gli rompe il bicchiere del vino e alla fine gli brucia il pollice invece del sigaro. Il mostro fugge terrorizzato e viene ricatturato da Frankenstein e Igor.
Frankenstein calma il mostro dicendogli che è un bravo ragazzo. Dopodichè decide di presentare la sua creatura al mondo scientifico, esibendosi con il mostro in un ballo dimostrativo sulle note di "Puttin' on the Ritz". Ma durante questo spettacolo un faretto di scena esplode e il mostro spaventato attacca la folla e viene catturato dalla polizia.

Il mostro scappa di prigione e, dopo l'evasione, rapisce la fidanzata di Frankenstein (Elizabeth), la porta nel suo nascondiglio e la seduce. Frankenstein riesce ad adescare nuovamente il mostro, portandolo al suo castello, e tenta un nuovo esperimento: scambiare parte del suo cervello con quello del mostro, in modo da dare alla sua creatura delle capacità intellettive. L'esperimento alla fine riesce e il mostro, ora diventato completamente umano, usa un linguaggio lodevole nei confronti del suo creatore di fronte alla folla degli abitanti del villaggio che intanto tentavano si assalire il castello.
Fonte: Mymovies.it

Il film finisce con il matrimonio fra Inga e Frankenstein e con il mostro che, ormai sposato con Elizabeth, legge il "Wall Street Journal".

Continua a leggere...

mercoledì 21 gennaio 2009

PRONOSTICI NOMINATION OSCAR 2009 !!!!


Chi si aggiudicherà il maggior numero di candidature? E quali saranno i film, i registi, gli sceneggiatori e gli interpreti nominati? Cerchiamo di scoprire chi può farcela...

Le nomination potrebbero dirci tante cose importanti. Dando per scontate molte candidature per i due favoriti The Milionaire e Il curioso caso di Benjamin Button, in questa fase i riflettori saranno puntati su Il cavaliere oscuro. Riuscirà a entrare nelle categorie più importanti (film, regia, sceneggiatura) o si dovrà accontentare delle categorie tecniche (oltre al quasi sicuro vincitore Heath Ledger)? Inoltre, quale potrebbe essere la sua influenza sulla competizione nel caso non risultasse così forte da ambire ai premi maggiori? E quale invece se facesse il pieno di nomination?

Personalmente, per quanto riguarda il numero di nomination, mi attendo una battaglia tra Il curioso caso di Benjamin Button e Il cavaliere oscuro (a meno che quest'ultimo venga snobbato da categorie come film e regia), con il primo a prevalere per 11 a 10 (mentre The Milionaire potrebbe fermarsi a 8).

Non mi aspetto grandi sorprese da questa fase, ma se proprio bisogna fare due nomi che potrebbero conquistare qualcosa in più del previsto penso a Gran Torino (anche se forse avrebbe dovuto uscire forte un paio di settimane prima) e soprattutto The Reader, che non sarebbe sconvolgente ritrovarsi in qualche categoria importante.

Ma ecco i pronostici:

Miglior film
The Milionaire
Il curioso caso di Benjamin Button
Milk
Frost/Nixon
Il cavaliere oscuro

I cinque titoli indicati sono proprio quelli che i premi più importanti ci hanno suggerito fino a ora. Per questo, è improbabile che non ci sia qualche outsider, come magari Gran Torino o The Reader. Vedremo...

Miglior regia
Danny Boyle (The Milionaire)
David Fincher (Il curioso caso di Benjamin Button)
Gus Van Sant (Milk)
Ron Howard (Frost/Nixon)
Christopher Nolan (Il cavaliere oscuro)

I nomi indicati sono gli stessi candidati ai DGA e soprattutto i registi i cui film dovrebbero ottenere la candidatura. D'altronde, è improbabile che i riconoscimenti coincidano così perfettamente e quindi aspettatevi magari uno Stephen Daldry (The Reader) o un Sam Mendes (Revolutionary Road). Comunque, non sapendo chi togliere, vi beccate la lista sopra (decisamente poco creativa e coraggiosa).

Miglior sceneggiatura originale
Vicky Cristina Barcellona
The Wrestler
Milk
Wall-E
Happy Go Lucky

Categoria non facile da pronosticare (ma altrimenti che gusto ci sarebbe?). Diciamo che non sarebbe sorprendente vedere The Visitor o Rachel sta per sposarsi al posto di Happy Go Lucky, ma considerando che in questa categoria capita spesso di vedere film stranieri e che Mike Leigh è un habituè, punto su di lui...

Miglior sceneggiatura non originale
The Milionaire
Il curioso caso di Benjamin Button
Il dubbio
Frost/Nixon
Il cavaliere oscuro

Sono gli stessi nomi candidati ai WGA e quindi anche qui non è molto probabile che ci si prenda in pieno. Forse Il cavaliere oscuro è il titolo più a rischio e per questo può essere un buon banco di prova per vedere quali sono le possibilità di puntare al bersaglio grosso. The Reader o Revolutionary Road potrebbero essere le alternative, qualcuno parla anche di Gomorra, ma è dura.

Miglior attore protagonista
Sean Penn (Milk)
Frank Langella (Frost/Nixon)
Mickey Rourke (The Wrestler)
Clint Eastwood (Gran Torino)
Brad Pitt (Il curioso caso di Benjamin Button)

I primi tre nomi sono quasi scontati, Eastwood probabile. Pitt invece potrebbe essere estromesso da Richard Jenkins (The Visitor), in quello che è un buon test per Benjamin Button. Più difficile pensare a Leonardo DiCaprio...

Miglior attrice protagonista
Kate Winslet (Revolutionary Road)
Meryl Streep (Il dubbio)
Melissa Leo (Frozen River)
Sally Hawkins (Happy Go Lucky)
Anne Hathaway (Rachel sta per sposarsi)

Spero tanto di sbagliare su Anne Hathaway (o anche su Sally Hawkins) e che Angelina Jolie ottenga quello che merita. Comunque, mi sembra che le quotazioni generali di Rachel sta per sposarsi siano in discesa. In questa categoria, sarebbe un buon segnale per Benjamin Button l'ingresso di Cate Blanchett. Ma è difficile...


Miglior attore non protagonista
Heath Ledger (Il cavaliere oscuro)
Philip Seymour Hoffman (Il dubbio)
Michael Shannon (Revolutionary Road)
Josh Brolin (Milk)
Dev Patel (The Milionaire)

Il vincitore della categoria è già scritto, quindi la lotta è per le nomination. Temo che verrà sottovalutato Michael Sheen (che invece se lo meriterebbe per Frost/Nixon), sarebbe bello vedere Eddie Marsan (la cosa migliore di Happy Go Lucky), non sarebbe troppo sorprendente Robert Downey jr (anche se spero che ottenga grandi riconoscimenti per pellicole migliori di Tropic Thunder). Dev Patel, come detto altrove, è una mezza truffa, considerando che è il protagonista del suo film. Ma è una presa per i fondelli che rischia di avere successo...

Miglior attrice non protagonista
Penelope Cruz (Vicky Cristina Barcellona)
Kate Winslet (The Reader)
Viola Davis (Il dubbio)
Marisa Tomei (The Wrestler)
Taraji P. Henson (Il curioso caso di Benjamin Button)

Le prime due sono da dare per scontato (vi evito il solito pistolotto sulla Winslet 'non protagonista'). Il resto è un po' più incerto e non sono da escludere Amy Adams (anche lei ne Il dubbio), Rosemarie DeWitt (Rachel sta per sposarsi) e Rebecca Hall (Vicky Cristina Barcellona).

Miglior film d'animazione
Wall-E
Kung Fu Panda
Valzer con Bashir

Wall-E e Kung Fu Panda sono sicuri, il terzo posto se lo contendono Bolt e Valzer con Bashir.

Vi segnaliamo che su Coming Soon Television (Canale 180) e sul relativo sito Internet dalle 14.20 di giovedì 22 gennaio potete seguire in diretta l'annuncio delle candidature, mentre il resto della giornata sarà dedicato ai commenti sui risultati.

Fonte: Bad Taste.it - ColinMckenzie

Continua a leggere...

giovedì 15 gennaio 2009

Seven


Sette sono i peccati capitali e sette sono gli omicidi che un assassino psicopatico programma, corredati da torture efferate. Comincia con la gola e l'avarizia, continua con l'accidia. L'ultimo è la lussuria, ma l'intervento di due investigatori, uno anziano e nero, uno giovane e bianco, lo obbliga a modificare il piano. Tra i tanti meriti della sceneggiatura di Andrew Kevin Walker c'è anche quello di aver modificato gli stereotipi della coppia bianco-nero approfondendo i personaggi a livello psicologico e legandoli ai temi principali del film: la presenza del Male nel mondo e l'indifferenza di fronte alla caduta dei valori. Un film dal taglio espressionista (fotografia di Darius Khondji; musica di Howard Shore), ambientato in una città senza nome, ricco di citazioni letterarie che ne sono la minacciosa struttura, senza una scena di violenza di cui sono visibili soltanto le conseguenze. Un bel cast in cui si distingue K. Spacey nel tragico epilogo.


VOTO: 8ù
Fonte: Mymovies.it

Continua a leggere...